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La collocazione della nostra Casa salesiana

Siamo a Torino, nel verde della precollina a 10 minuti dal centro, in v.le E. Thovez 37, serviti dalle linee di pullman: 52, 53, 70

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La struttura

Curare la casa nella quale accogliamo i nostri ragazzi è il modo più semplice e concreto che abbiamo per dire loro che li amiamo, che sono i benvenuti e che teniamo a loro!

Vogliamo che quando attraversino la porta di ingresso possano sentirti a casa, prima ancora che a scuola: una casa in cui diventare grandi.

La nostra casa, come tutte le strutture salesiane è concepita con, al centro, il cortile, luogo della relazione, dell’incontro, del gioco e dell’allegria.

La nostra scuola custodisce come luogo prezioso l’ambiente dedicato alla preghiera in cui ci si può far ispirare dalla bellezza di Dio. Al cortile si affaccia una chiesa centenaria, costruita per onorare Don Bosco nel decennale della morte, dedicata a San Francesco di Sales, dottore della Chiesa, patrono dei giornalisti cattolici e dei salesiani. Venne progettata dal salesiano Don Ernesto Vespignani con le offerte dei Cooperatori e delle nostre Ispettorie d’Europa e d’America, proprio perché fosse un ambiente per i giovani.

L’Istituto pur immerso nel verde della collina torinese non dista che 10 minuti dal cuore della città. Don Bosco stesso lo sceglieva per riposarsi dalle sue fatiche e lo prediligeva come meta di incontro e come sede dei Capitoli Generali.

Dalla portineria ai locali della mensa, dall’ufficio del direttore al campo da calcio, pensiamo che ogni luogo della nostra casa sia un’occasione educativa. L’ufficio del direttore è all’ingresso perché tutti i giovani e i genitori possano facilmente incontrarlo trovando la sua porta sempre aperta. La portineria custodisce la casa, accoglie chi entra e saluta chi esce; il parlatorio, rinnovato come spazio di colloquio con la comunità educativa, si trasforma in ambiente di studio pomeridiano secondo le necessità; la biblioteca, il campo da calcio in erba sintetica, i cortili, le palestre, i corridoi, il fiorito e colorato giardino pensile, tutto trova il suo senso più profondo in chiave educativa.

Arrivando in cortile, subito lo sguardo viene attratto dalla presenza di un accogliente porticato sormontato da una enigmatica costruzione. Si tratta di un Mausoleo, in stile eclettico, nel quale venne deposto don Bosco alla sua morte. A Don Giulio Barberis che prendeva la direzione dell’Opera, Don Bosco disse: “Resterò io a custodire la casa”. Lì nel febbraio del 1888 venne sepolto don Bosco restando in mezzo ai suoi chierici fino al 9 giugno del 1929, quando con incomparabile trionfo fu portato “giù dai colli” nel santuario di Maria Ausiliatrice.