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Il P.t.O.F. e i Regolamenti della Scuola Secondria di primo grado

La nostra proposta formativa per ragazzi preadolescenti di Torino e provincia

Un progetto che si realizza in un sano ambiente educativo curato nei rapporti e negli spazi

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Attenzione particolare viene data alla formazione di un ambiente che aiuti lo studente nella crescita. L’ambiente infatti è per se stesso educativo! Ci si sforza di crearlo operando sull’insieme degli studenti, ma anche su ciascuno di loro, in un rapporto individualizzato. In tale contesto gli studenti, ciascuno e insieme, diventano, oltre che protagonisti della propria formazione, responsabili della educazione di tutti.

L’ambiente formativo poi presuppone una comunità educativa. Essa è formata dai docenti, genitori e allievi che si interessano dei problemi della scuola collaborando secondo le rispettive competenze. E’ essenziale per la riuscita dell’azione educativa che la famiglia spinga nella stessa direzione condividendo l’orientamento della scuola. La Comunità Educativa, Salesiani e laici, auspica che la proposta formativa della scuola venga responsabilmente e chiaramente compartecipata dalla famiglia, pur con la dovuta gradualità.

Alcuni tratti che definiscono il Piano triennale dell’Offerta Formativa (P.t.O.F.) Salesiano sono:

  • la cura particolare nella formazione del carattere e della personalità dell’alunno;
  • la disciplina come esercizio di autocontrollo e rispetto della libertà altrui;
  • acquisizione di un solido metodo di studio e l’allenamento ad un sempre più impegno nello studio;
  • una forte azione orientativa ispirata al principio che la cultura va concepita non come “fine”, ma “mezzo” per una vita più significativa;
  • lo sviluppo di una significativa capacità di attenzione agli altri, specie i più deboli e sfortunati;
  • la maturazione della fede cristiana come visione di vita e modo di essere nella società.

Anche nel metodo, improntato a ottimismo e serenità, i Salesiani si rifanno a don Bosco che lo sintetizza in un eloquente trinomio: “ragione – religione – amorevolezza“.

Va inoltre evidenziata l’importanza della progettazione, ossia il piano generale di intervento che concretizza la visione educativa: il lavoro in equipe dei docenti segna gp obiettivi operativi adeguati alle richieste; suggerisce pnee pratiche e mezzi per raggiungere gp obiettivi; studia metodologie efficaci per il loro conseguimento.

All’inizio dell’anno è prevista la strutturazione dell’Offerta Formativa Pomeridiana con attività curriculari opzionali e facoltative e iniziative extracurriculari che possono venire incontro alle sollecitazioni delle famigpe.

Ambiente formativo, sport e studio aiutano lo studente a costruire la propria identità nel contesto sociale; a sviluppare un “progetto di vita” personale; a realizzare un più agevole inserimento nella società. Il tutto favorito dagp spazi che la scuola mette a disposizione per le varie iniziative, dai cortip alla palestra , dal teatro agp studi, dai laboratori scientifici a quelp informatici…

Qualità della relazione educativa didattica

Secondo lo spirito del Sistema Preventivo di Don Bosco, nella relazione educativa didattica i docenti:

  • vanno incontro all’alunno nella sua situazione personale;
  • aiutano a superare, servendosi anche dei supporti offerti dalle nuove tecnologie, le difficoltà di apprendimento e di metodo di studio e di lavoro, consapevoli che queste non sono isolabili dall’insieme della struttura personale e dalle situazioni familiari e ambientali;
  • fanno appello alla ragione dell’alunno con amorevolezza, portandolo a percepire di essere comunque accolto con amicizia;
  • non isolano gli alunni uno dall’altro, anche se accolgono ognuno nella sua irrepetibile individualità;
  • sviluppano un forte senso di appartenenza, relazioni costruttive, collaborazione e condivisione sia con i colleghi sia con la dirigenza.

Ne scaturiscono alcune conseguenze nei processi attivati, caratteristiche del Sistema Preventivo di Don Bosco:

  • non conosce compiutamente chi possiede per sé una nozione, ma colui che arriva a comunicarla in modo tale da essere compreso dal suo interlocutore;
  • non comunica compiutamente chi parla, ma chi riesce, attraverso la parola, a far comprendere all’interlocutore il proprio messaggio e ne riceve una risposta;
  • per istruire non basta che ci compiano le azioni di insegnamento: è essenziale che l’alunno dia la conferma di aver appreso l’insegnamento impartito;
  • per educare non è sufficiente voler bene al giovane: è necessario che egli si accorga ed accetti di essere amato.

L’azione educativa didattica viene così individualizzata e assicura la realizzazione del principio dell’uguaglianza delle opportunità e consente l’armonizzazione della giustizia sociale con il diritto alla differenza. L’insegnante accompagna gradualmente l’alunno verso decisioni personali libere e azioni umanamente eccellenti, che gli permettono di realizzare un proprio progetto di vita, una professione, un apporto irrepetibile alla comunità civile e alla Chiesa.

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